di Sem Galimberti

Sebastiao Ribeiro Salgado è un fotografo brasiliano nato nel 1944 nel distretto di Minas Gerais.

Ha realizzato numerosi reportages sul cambiamento climatico e sulle conseguenze del fenomeno sulle popolazioni più povere del mondo: dalla siccità nel Sahel alla povertà dell’Africa, dallo scioglimento dei ghiacci in Antartide alle deforestazioni nel Sud America.

Ha indicato al mondo uno dei territori dove la devastazione ha mostrato il suo volto peggiore, la foresta amazzonica. Dove un tempo respirava uno dei più estesi polmoni verdi del pianeta, ora c’è una terra devastata, deforestata, con pascoli ormai brulli e sabbiosi che scoraggiano ogni attività umana.

Dopo i successi mondiali delle sue immagini riprodotte in documentari, film e innumerevoli mass media, Salgado e la moglie Leila hanno creato nel 1998 una organizzazione ambientale no profit dedicata allo sviluppo sostenibile – l’Instituto Terra – che interviene in una zona degradata del Brasile. Nel tempo hanno ricostruito tratti di foresta metro per metro.

Così l’acqua ha potuto tornare a scorrere dalle sorgenti naturali; gli animali minacciati di estinzione sono tornati lentamente a vivere; gli abitanti hanno ricostruito l’habitat naturale riprendendo le attività agricole e forestali.

Questo esperimento è ancora oggi in corso, fornendo una efficace (anche se limitata) risposta ai cambiamenti climatici.

Anche Papa Francesco nell’Enciclica LAUDATO SI’ ammette che “…queste buone pratiche ancora sono lontane dal diventare generali”.