di Simona Pasinelli

La colomba è il più universale simbolo della pace. Noè ne fece uscire una dall’Arca per capire se le acque del Diluvio si fossero ritirate dalla terra e al secondo tentativo la colomba tornò da lui con un ramoscello d’ulivo nel becco.  Dio aveva fatto pace con il mondo. Ed ecco che compare l’arco tra la terra e il cielo: l’arcobaleno, segno di alleanza con ogni “essere che vive in ogni carne che è sulla terra”.

Ma, dice ancora la Bibbia, dopo l’ultimo volo la colomba non tornò più da Noè. Dio aveva fatto pace con il mondo, ma gli uomini non conobbero la pace tra loro.

La pace è un’utopia, è qualcosa che non c’è ma la cui ricerca continua dà senso a tutto quello che c’è.

In un tempo vicino a noi, i nostri bisnonni hanno capito sulla loro pelle che la pace non c’è dove non ci sono giustizia e uguaglianza. Così, nell’aprile del 1949 si riunì a Parigi il primo Congresso mondiale per la Pace. Pablo Picasso (in quel momento il più importante artista del mondo occidentale e membro del Partito comunista francese) ne disegnò il manifesto: scelse quell’antichissimo simbolo, la colomba. Una bellissima e naturalistica colomba bianca, come quelle che dipingeva suo padre quando era bambino. Picasso rappresentò questa colomba bianca in una litografia giocata sul rapporto tra bianco e nero. Un’immagine che nasce dal contrasto, un po’ come l’essenza stessa della pace.

Da allora, Picasso disegnò moltissime altre colombe della pace, sempre più stilizzate e sempre più famose. Una riproduzione di queste sventola anche sulla facciata di Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo.

In molte interviste Picasso si disse stupito che un uccello che in natura è aggressivo e perfino crudele sia diventato un simbolo di pace. Ma la pace non è forse un progetto di cambiamento, una sfida continua per l’uomo che è cosciente della crudeltà del mondo? Non è un sogno, bisogna crederci profondamente, consapevoli del rischio.

Pochi mesi dopo aver disegnato questo manifesto, a Pablo Picasso nacque una bambina. La chiamò Paloma: in spagnolo, colomba.