Oggi è morto Mario Giudici, il pittore fornaio amico di Molte Fedi. Un uomo di valore e di qualità di cui abbiamo ospitato, nella scorsa edizione, la personale SPES presso l’Abbazia di Sant’Egidio in Fontanella.

Un uomo di fiducia e di speranza, un artista capace di cogliere la verità delle cose dentro la materia, che fosse pane o quadro. Ad aprire la mostra di Molte Fedi il 31 ottobre 2019 sono intervenuti Massimo Cacciari, grande amico di Mario, Maria Cristina Rodeschini, Direttrice dell’Accademia Carrara, don Attilio Bianchi, rettore dell’Abbazia, e Daniele Rocchetti.

Questo è il suo saluto iniziale.

Un giorno apro la posta elettronica e trovo un messaggio di Massimo Cacciari che mi scrive: “caro Daniele, dalle tua parti vive e opera un GRANDE PITTORE, ancora sconosciuto! non sto scherzando. E’ completamente autodidatta e del tutto “ascetico” rispetto a esigenze mercantili. Ma bisogna farlo conoscere!!! proprio in questi giorni mi ha mostrato una sua serie di disegni e dipinti su papa Giovanni davvero impressionanti! una grande occasione per le tue Acli sarebbe presentarle tutte insieme in qualche luogo di prestigio. Questo maestro sconosciuto si chiama Mario Giudici”.Massimo aggiunge nella mail il numero di telefono del pittore. Lascio passare un po’ di tempo e chiamo. Scopro che Mario fa il fornaio a Endine e dopo un po’ che stiamo parlando al telefono mi dice: “Ma al sentet lu de arte?”. Gli dico che sì, qualcosa conosco… Passo a trovarlo e vedo le tele che trovate qui in Chiesa e le altre nella cappella di fronte. Ma soprattutto vedo lui, il Mario. La sua passione per la materia che per lui è sempre forma dello spirito: sentendolo parlare intravedo la sua lotta interiore, la sua ricerca incessante, non banale, il “suo tormentoso corpo a corpo”. E vedo un uomo che pur vivendo tutto questo, ne esce indenne, non lacerato, non sopraffatto. Un uomo pacificato, nel senso più autentico del termine.

E’ nata un’amicizia, con lui, con Mirella, sua fedele compagna di vita, con Daniele, il figlio. E abbiamo voluto ospitare la mostra qui in questa magnifica abbazia romanica, non lontana dal luogo di nascita di Angelo Giuseppe Roncalli, non lontana dal piccolo cimitero dove è sepolto padre David Maria Turoldo. Quel padre David cantore con la sua poesia della bellezza e fustigatore della bruttezza: “Il brutto, la categoria del brutto, non può appartenere al divino Perciò io oggi ho molti sospetti, e paure, che non siamo sulla via giusta, perché oggi predomina il brutto. Siamo in tempi brutti, abitiamo in città brutte, frequentiamo chiese ancora più brutte. E questo deve farci paura: l’imbruttimento di solito è principio di abbruttimento”.

Grazie a chi ha reso possibile tutto questo. A don Attilio, che ha accettato subito la proposta di ospitare le tele qui a Fontanella, a Maria Cristina Rodeschini, raffinata direttrice dell’Accademia Carrara, a Massimo Cacciari per la mail e per la sua presenza con noi stasera. Ma grazie soprattutto a Mario Giudici!

Presentiamo le foto della serata e il catalogo delle opere curato da Lia Scotti

IL CATALOGO DELLA MOSTRA “SPES” DI MARIO GIUDICI