21 marzo 2020

Questa mattina è morto Gianni Mura, giornalista di Repubblica.
Uno delle migliori firme, in assoluto, della stampa italiana. Acuto osservatore della realtà sociale, curioso, sempre attento a custodire, anche nel marasma delle informazioni, le cose che contano.
Grande esperto di ciclismo e di calcio, era amante delle buona tavola e con la moglie Paola curava, per il Venerdì di Repubblica, una rubrica di recensione eno-gastronomica.
Ogni domenica con “Sette giorni di cattivi pensieri” leggeva con profondità tutto ciò che si muoveva attorno allo sport e a questo Paese.
Ci mancherà la sua scrittura, il suo sguardo lucido e appassionato.

Nel novembre del 2011 è stato ospite a Molte Fedi. Era intervenuto a Fontanella per una meditatio dal titolo: “Trasformeranno le loro spade in vomeri, le lance in falci“.

Prima di salire, naturalmente avevamo cenato insieme in una buona osteria.
Come gesto di gratitudine per l’amicizia che sempre ci ha mostrato, riproponiamo quella riflessione.

Che la terra ti sia lieve, caro Gianni.

 

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