Il potere della speranza

Mani che sostengono il mondo

José Tolentino Mendonça

 

Bruscamente, senza preavviso, la nostra vita è stata risucchiata dentro una di quelle inquietanti immagini di Giovanni Battista Piranesi del quale ricorre, per coincidenza, il terzo centenario della nascita in questo 2020.
Poche volte l’angoscia, le conseguenze del caos, le intransigenti pareti di vetro dell’isolamento sono state descritte con la precisione espressa dall’artista nelle sue cupe allegorie in cui gli esseri umani sembrano, in un mondo contaminato e distorto fi no all’assurdo, puntini minuscoli e torturati, isole ancor più indifese. La fantasmagorica visione di un ponte levatoio che si alza in una delle incisioni più famose di Piranesi – e che in tal modo determina una forzata incomunicabilità – ci offre una sorta di simbolo per rappresentare, quasi a pelle, una realtà che di punto in bianco si tramuta in forma distopica. Perché il generale sentimento di sconcerto oggi dominante è questo: stiamo entrando, come Giona nel ventre della balena, nelle viscere imprevedibili e confuse di una distopia.

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