MOLTEFEDI 2017

Beati i costruttori

Beati i costruttori

 per una grammatica della generatività

Giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire.

(Niccolò Fabi)

Solchi che dividono.
Paure e insicurezze che bloccano.
Atteggiamenti di chiusura ci rendono insensibili nei confronti del prossimo, sfiduciati nei confronti del futuro.
Eppure, silenziosamente ma con tenacia, c’è chi ogni giorno costruisce. Tessendo dove i legami si sono sfilati, creando fiducia, prendendosi cura della propria comunità.  Uomini e donne che raccolgono la sfida del presente e, contro la logica barbara che riduce le persone a numeri, cose e profitto, danno nome e volto a quelli che incontrano.
Beati i costruttori in questo tempo di crisi.
Beati coloro che la mattina si alzano e fanno la loro parte.
Beati coloro che aggiungono accoglienza al mondo.
Beati coloro che si fanno carico delle altrui fatiche e si ritrovano per progettare insieme risposte ai bisogni.
Beati coloro che riconoscono che l’unica via di uscita da questa crisi distruttiva sarà una nuova solidarietà tra gli uomini e le donne, capace di superare i confini culturali e generazionali.

Che bello che, in un mondo di feriti ed esclusi, ci sia qualcuno che si china e lenisce.
Che bello che, in un mondo di prepotenze e arroganze, ci sia qualcuno che crede nella mitezza d’animo e di cuore.
Che bello che in un mondo di fame e ingiustizie ci sia qualcuno che ancora non ha cancellato la sete di giustizia.
Che bello che, in un mondo di durezze e spietatezze, ci sia qualcuno che ha il volto della tenerezza e della compassione.
Che bello che, in un mondo di corruzioni e intrighi, ci sia qualcuno integro e retto di cuore.
Che bello che in un mondo di guerre e di violenze, ci sia qualcuno testardo costruttore di ponti. Di comprensione, di rispetto e di pace.
Che bello che in un mondo di convenienze e opportunismi ci sia qualcuno disposto ad agire di persona per la difesa della verità e dell’altro.

Angelo Casati

Da questo spirito di costruzione nascerà una umanità nuova.
A patto che ciascuno si senta responsabile di tutto,
come direbbe don Lorenzo Milani.