Fra i tanti diritti negati in Calabria abbiamo con forza rivendicato il diritto ad esprimere il nostro pensiero sui migranti. L’idea è stata “buttata lì” dai ragazzi che l’anno scorso hanno fatto la Cresima alla Parrocchia di S. Antonio di Bosco di Rosarno, una piccola frazione che sperimenta ogni giorno il contatto con i ragazzi immigrati, in quanto spesso vengono alla parrocchia a chiedere aiuto per cibo, medicine, ma soprattutto documenti che gli vengono ingiustamente negati dai comuni di Rosarno e San Ferdinando.

I ragazzi volevano continuare un percorso di fede sul tema “Io Accolgo”, ma utilizzando altri strumenti di riflessione non l’ordinario cammino della catechesi e la partecipazione alla Messa. Ci siamo inventati un laboratorio d’arte. Il nostro laboratorio è partito in piazza e dalla piazza abbiamo occupato un deposito dismesso, senza porte né finestre. I ragazzi di Bosco hanno espresso il desiderio di fare un grande murale visibile a tutti gli abitanti della frazione, che dista pochi chilometri da Rosarno. Inizialmente abbiamo sperimentato con musica e movimento lo spazio dentro e fuori, la piazza e il laboratorio/casa dismessa sono gli unici due luoghi d’incontro per giovani e adulti di questa frazione. Poi con il nostro corpo abbiamo tentato di riprodurre delle immagini che sono state disegnate su grandi cartelloni, a seguire sempre più piccoli per fissare nella propria mente l’immagine che l’artista voleva rappresentare sul muro con il proprio corpo, rispetto al tema dell’accoglienza. Ci siamo ispirati per la grafica all’artista pop Keith Haring e al suo stile fumetto. Lo scopo del laboratorio è stato di liberare maggiormente la fantasia e spingere ogni artista ad aprirsi alla nuova esperienza, favorendo l’autogestione e l’indipendenza anche durante le stesse attività. Per l’occasione abbiamo donato agli abitanti della frazione una bandiera della pace da appendere alle finestre come invito a seguirci in questo percorso di consapevolezza della nuova accoglienza. La settimana di lavoro al muro di 25 metri ha visto passare molte persone a dare una pennellata, dai ragazzi della tendopoli, ad alcune mamme, le catechiste e naturalmente i ragazzi. Significativo questo muro perché delimita un campo di calcio che era stato costruito per promuovere una squadra di ragazzi della ex baraccopoli, poi abbandonato alle erbacce ed ora i ragazzi desiderano ripristinarlo per ricominciare a giocare. La squadra voluta dal prete si chiamava Koa Bosco, nata nel 2013 per sensibilizzare l’opinione pubblica al rilascio del permesso di soggiorno. Purtroppo avuti i documenti e passata l’euforia dei primi anni la squadra si sciolse e il campo è rimasto abbandonato.

All’inaugurazione c’erano tutti, il murale è stato presentato dai giovani così.
L’ingiustizia è la radice della povertà, ascoltiamo il grido degli ultimi”, queste sono le parole del Papa domenica scorsa in occasione della giornata mondiale dei poveri. In un mondo dove spesso si calpesta la dignità umana nell’indifferenza pressoché generale papa Francesco ha incontrato gli ultimi, fra loro c’erano anche alcuni migranti della tendopoli di Rosarno. E noi giovani di Bosco rispondiamo con il messaggio del muro “Io accolgo”, perché colorare muri anticipa il loro crollo.
Nel murale sta il significato “Dall’Io al Noi” perché quando abbiamo iniziato a disegnare le nostre sagome, ognuno era concentrato solo sulla propria immagine, ma ora sul muro vediamo un insieme, una mescolanza di colori, di immagini, di ragazzi in festa.
Nel murale abbiamo disegnato i mandarini perché sono il frutto caratteristico della nostra terra di Calabria e il melograno che rappresenta secondo la simbologia cristiana l’energia vitale, è espressione dell’esuberanza della vita, proprio come l’esuberanza di noi giovani.
Nel murale abbiamo disegnato il sole, la luna e madre terra che determinano il susseguirsi dei giorni e delle stagioni della nostra vita e poi il fuoco che risplende e brilla come le nostre idee, che sono sempre in movimento.
Nel murale abbiamo disegnato alcuni animali marini per non dimenticare i nostri due bellissimi mari di Calabria, il mar Ionio e il mar Tirreno, in particolare le stelle marine che danzando rallegrano i nostri mari e noi non dobbiamo toccare neanche con un dito perché altrimenti distruggiamo la loro esistenza.
Nel murale abbiamo disegnato una tartaruga per ricordarci di smettere di correre per trovare il tempo di fare le cose per bene senza farci ammalare dal mito della velocità, ricordiamoci chi va piano va sano e va lontano, ma soprattutto avrà il tempo di godere delle gioie che la vita ci dà.
Nel murale abbiamo disegnato l’aquilone che rappresenta la spensieratezza dell’infanzia per farci tornare un po’ bambini, insieme all’aquilone voliamo liberi nelle nostre fantasie di ragazzi, però non dimentichiamoci che l’aquilone vola solo se è attaccato ad un filo e questo filo sono i nostri genitori, i catechisti, i maestri, gli amici.
Nel murale abbiamo disegnato le note musicali, le maracas e il tamburo perché noi ragazzi amiamo la musica e la ascoltiamo sempre. Per noi la musica è come una macchina del tempo, ci porta a ricordare il passato, a vivere il presente e ad immaginare il futuro.
Nel murale abbiamo disegnato le palline da giocoliere perché noi tutti giochiamo, ogni età ha i suoi giochi e divertimenti, guai se non esistesse il gioco, non impareremmo nulla di buono.
E infine nel murale abbiamo disegnato la bandiera della Pace che vogliamo dedicare a tutti voi che siete venuti all’inaugurazione, siate felici, sereni e pacifici per sempre.

Giulio&Gianrica