di Sem Galimberti

Questo dipinto di Marc Chagall fa parte di una serie di cinque tele che l’artista ha dedicato al Cantico dei Cantici (1954-57). Si trovano a Nizza, sulla collina di Cimiez, nel cuore del Musée National Message Biblique. L’ultima volta che il pittore si recò a vederle, aveva 96 anni e, dopo aver sostato in profondo raccoglimento, esclamò sottovoce: “Dieu est ici” (Dio è qui). La poesia amorosa del creato, così ben delineata nel testo biblico, trova in Chagall un preciso riscontro visivo nell’amore tra uomo e donna e nell’ambiente terrestre che richiama all’Eden della prima creazione.

Il Cantico biblico sta alla base di un altro Cantico, quello delle Creature di Francesco d’Assisi. Ho sentito un profondo legame tra i due testi poetici.  Anche la “laude” francescana racconta la grande potenza di Dio attraverso gli elementi indispensabili alla vita dell’uomo.

La fratellanza ( e la figliolanza) dell’uomo qui si fa ringraziamento. Si carica di purezza, utilità, spirito vitale, amore e rispetto per l’uomo e per la natura, accettazione della caducità e molto altro. L’Enciclica Laudato Sì, a partire dalla citazione francescana, ci ricorda che la nostra casa comune protesta per il male che le provochiamo. La salvaguardia degli elementi vitali del pianeta –  la terra,  l’aria, l’acqua, la vegetazione – danno un significato umano all’attenzione ecologica e ci ricordano la primigenia volontà divina.