Un artista con le mani in pasta e fuori dagli schemi. è Mario Giudici, fornaio di Endine che vive a Sovere, l’autore di “Spes”, la mostra esposta in occasione di Molte fedi sotto lo stesso cielo all’Abbazia di Sant’Egidio di Fontanella di Sotto il Monte, fino all’8 dicembre.

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Spes significa speranza in latino ed usata anche come acronimo di “speranza passione”, nel senso del travaglio-sofferenza oltre che del sentire e sentimento del vivere. Nelle grandi tele che ritraggono un Papa Giovanni XXIII in figura frontale dallo sguardo progressivamente più intenso e diretto, che entra sempre più negli occhi di chi guarda e scende nel profondo, Mario Giudici ricostruisce un percorso interiore del Pontefice nel travaglio delle decisioni preconciliari, immaginato e rivissuto attraverso la linea e la componente materica stese e fuse sulla superficie delle inquadrature in successione. Analogamente i paesaggi della seconda sezione trasformano un orizzonte naturale o un luogo umano in paesaggi dell’anima dell’artista: sequenze di un percorso interiore di percezione del mondo e restituzione in immagini, consistenza, colore.

Per Mario tra l’infornare la massa e il dipingere il quadro ci sia una sorta di continuità e che egli metta in entrambi i lavori lo stesso cuore, la stessa mano, la stessa passione e sia guidato da un solo stile e da un medesimo progetto” dice dell’autore don Davide Rota, che firma anche un racconto del suo incontro con l’artista, all’interno del catalogo distribuito gratuitamente il giorno dell’apertura della mostra.