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51 pagine
finito di stampare nel dicembre 2018
Coop Achille Grandi Editrice
ISBN 978-88-942742-8-8

 

NON SIATE INDIFFERENTI

di Liliana Segre

Dall’incontro di Molte Fedi con Liliana Segre, tenutosi il 12 ottobre 2018 nella gremitissima basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo alta, nasce questo libretto. Contiene, infatti, la trascrizione (non letterale) delle sue parole.  Con le quali, senza mai indulgere al rancore o all’odio, quella sera ha preso per mano i presenti e li ha accompagnati prima nel ricordo del male (ma potremmo anche dire nel male stesso) e poi nella grandezza del bene e dell’amore.

Prefazione di Gad Lerner

Straordinaria testimone

Il fatto straordinario è che Liliana Segre riesce ad essere una persona allegra, conviviale, provvista d’autoironia e senso dell’umorismo, desiderosa di godersi la sorpresa di ogni incontro scaturito dalla sua rinascita.

Ben protetta dal suo essere una elegante signora della borghesia milanese, con voce ferma e con rara proprietà di linguaggio…

(…continua a leggere)

 

NON SIATE INDIFFERENTI - L. Segre
N. TESSERA ACLI
ID CARD MOLTEFEDI

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Indice

Non siate indifferenti……pag. 9

Il viaggio……pag. 25

Il campo……pag. 31

Liliana Segre,
milanese di famiglia ebraica. È espulsa dalla scuola italiana a otto anni per le leggi razziali. Nel 1943 la famiglia cerca di fuggire in Svizzera, ma è respinta dalle guardie di frontiera: il giorno dopo lei e il padre vengono arrestati in provincia di Varese. A soli 13 anni, Liliana Segre è internata nel campo di Auschwitz, dal quale verrà liberata nel 1945. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni deportati a Auschwitz, Liliana è tra i soli 25 sopravvissuti. A metà degli anni ‘90 ha cominciato a raccontare nelle scuole quegli anni terribili per trasmettere la memoria alle future generazioni. Da allora la sua testimonianza è un impegno volto a “insegnare la pace, l’amore, la libertà”. Nel gennaio 2018, ottantesimo anniversario delle leggi razziali, è stata nominata Senatrice a vita per “aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale, per aver fatto della sua immensa ferita una occasione di pace”.