Libro “ospite” della collana

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108 pagine
finito di stampare nel febbraio 2020
Coop Achille Grandi Editrice
ISBN 978-88-31404-02-0
9788831404020

 

PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
E’ possibile immaginare un’economia diversa?

PRESENTAZIONE

È possibile un’economia diversa da quella che per molti decenni ci hanno insegnato? Noi crediamo di sì. Ma per metterla in piedi è necessario un percorso lungo e faticoso. Per questo motivo, come ACLI di Bergamo, abbiamo iniziato a studiare, chiamando ad aiutarci
studiosi ed esperti non solo di economia, ma di scienze ambientali, di sociologia, di antropologia, di teologia, convinti che solo un approccio interdisciplinare possa dare risposte soddisfacenti agli interrogativi che nascono dalle nostre riflessioni.
Le questioni in gioco sono complesse e per essere credibili occorre essere competenti. Non bastano gli slogan e le parole d’ordine.
Quello che avete tra le mani è il libro che raccoglie le sei lezioni del secondo corso. Non possiamo dire di esserci formati una teoria economica completa, ma diverse acquisizioni, prese dai relatori e dalle nostre sensibilità. Eccole.

1. Bisogna distinguere tra crescita (quantitativa) e sviluppo (che si presta anche a interpretazioni più qualitative). La crescita incontra, prima o poi, dei limiti propri del pianeta: problemi climatici (il riscaldamento globale), di eccesso di rifiuti e del loro smaltimento (il problema di Roma è solo uno tra i tanti), di scarsità di materie prime.
2. L’economia circolare può essere una risposta a questi problemi. Essa si basa sul riutilizzo della maggior parte dei rifiuti affrontando in modo originale il loro smaltimento e, contemporaneamente, la scarsità di materie prime. Applicando lo stesso concetto alla produzione di energia, dobbiamo spostarci velocemente e sempre di più su fonti rinnovabili.
3. La crisi profondissima che stiamo vivendo è al contempo sociale e ambientale. I poveri si difendono dal degrado ambientale peggio dei ricchi e ne sono perciò le prime vittime. Le distanze tra ricchi e poveri stanno aumentando in questi anni, in misura inimmaginabile fino a trenta-quaranta anni fa.
4. La mentalità basata sul massimo profitto, sulle logiche finanziarie, sui guadagni di breve periodo anziché quelli di lungo periodo è da combattere mettendo al suo posto la logica dell’investimento produttivo, che dà guadagni nel medio-lungo periodo e che affianca all’attenzione al profitto quella rivolta all’ambiente, alla dignità dei lavoratori, ai clienti, ai fornitori, al territorio.
5. Scoprire il concetto di limite per non cadere nel delirio di onnipotenza che caratterizza molte delle nostre aspirazioni.
6. Operare “per” un’economia basata sulla solidarietà e sul rispetto del lavoro e non solo “contro” proposte altrui. Un’economia che marci su quattro ruote: non solo sul benessere di aziende e consumatori, come l’attuale, ma anche sul rispetto dell’ambiente e sulla valorizzazione del lavoro.
7. Misurare la capacità dell’economia non solo di crescere, misurandola con il P.I.L. (Prodotto Interno Lordo), ma di generare benessere, che non si limita alla crescita economica, misurandola con altri indicatori, tipo il B.E.S (Benessere Equo e Sostenibile).
8. Avere una concezione antropologica, che non si rifaccia all’homo economicus, calcolatore di convenienze individuali, ma al cercatore di senso, che tiene conto nelle sue decisioni anche di aspetti valoriali ed etici.
9. Spendere “votando col portafoglio”, ovvero previlegiare gli acquisti di prodotti da società rispettose dell’ambiente e del lavoro.

Giorgio Caprioli
Corrado Maffioletti

Per uno sviluppo sostenibile
N. TESSERA ACLI
ID CARD MOLTEFEDI

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