Gabriele Nissim

Lunedì 19 ottobre 2015 Ore 20.30 - Auditorium Sala Gamma - Torre Boldone, via S. Margherita 2

Il tribunale del bene. La storia di Moshe Bejski.

L’uomo che creò il Giardino dei Giusti.

con Gabriele Nissim, saggista e storico, fondatore e presidente di Gariwo, il Giardino dei Giusti

Saggista e scrittore, Gabriele Nissim è fondatore e presidente di Gariwo. Comitato per la Foresta dei Giusti-Gariwo onlus con sede a Milano dal 1999. Ha vinto il premio “Ilaria Alpi” per il documentario Il giudice dei Giusti e ha ricevuto una menzione speciale dalla Regione Lombardia per l’impegno sul tema dei Giusti. Nel 2003 ha promosso a Milano la costruzione del Giardino dei Giusti di tutto il mondo e l’intitolazione del parco Valsesia alle vittime del GuLag. A Levashovo, ha inaugurato il memoriale per le 1000 vittime italiane del totalitarismo sovietico. Nel 2014 ha inaugurato il Giardino dei Giusti a Varsavia. Per Mondadori ha pubblicato “Ebrei invisibili” (con Gabriele Eschenazi); “L’uomo che fermò Hitler”; “Il tribunale del bene; Una bambina contro Stalin”; “La bontà insensata” e “La memoria del bene e l’educazione alla responsabilità personale”. È co-autore di “Storie di uomini giusti nel GuLag”.

Esiste a Gerusalemme, presso Yad Vashem (il Mausoleo dell’Olocausto che ricorda le vittime dello sterminio nazista) un luogo chiamato Giardino dei giusti, dove ogni albero piantato ricorda un uomo che durante la Shoah hanno salvato almeno un ebreo dalla persecuzione nazista. A idearlo è stato Moshe Bejski, che ha saputo trasformare il suo destino personale in un esempio universale. Perseguitato dai nazisti durante l’invasione della Polonia, è scampato alla deportazione grazie all’intervento di Oskar Schindler. Dopo il conflitto mondiale Moshe Bejski ha pagato il debito di gratitudine verso il suo salvatore conducendo una campagna controcorrente affinché Schindler venisse onorato in Israele, al pari di molti altri “gentili” che salvarono la vita ad ebrei nel corso del secondo conflitto mondiale. Nella sua battaglia in favore di tutti i giusti che rischiavano di essere dimenticati, Bejski ha dovuto affrontare una dura opposizione ideologica, ma alla fine è riuscito a far riconoscere il valore straordinario della “memoria del bene” e a mostrare le infinite possibilità di rigenerazione morale anche nei momenti più estremi, e soprattutto a restituire alle vittime la speranza e la forza di ricominciare.

INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA A PARTIRE DA LUNEDI 5 OTTOBRE

IN COLLABORAZIONE CON:

Parrocchia San Martino di Torre Boldone