“La sapienza grida per le strade, nelle piazze fa udire la voce” (Pr 1, 20)
Lettura continua dei libri sapienzali

Come possiamo trovare una risposta sapiente all’ineludibile domanda biblica “Dov’è tuo fratello? ” che oggi come non mai riecheggia tragicamente nella nostra storia?

Già nell’antico Egitto, in Mesopotamia, al tempo dei Sumeri, era presente una letteratura sapienziale, fatta di proverbi, favole, poemi, nata dalla riflessione filosofica sul destino degli uomini. Ma la Bibbia ci insegna che la Sapienza è sì una qualità umana maturata con l’esperienza della vita e della storia, ma anche un dono che viene dall’alto. Da questo intreccio di umano e divino, si sviluppò in Israele, a partire dal V sec. a.C., la letteratura sapienziale, attribuita idealmente al re Salomone, articolata in una specie di pentateuco: Proverbi, Siracide, Giobbe, Qohelet e Sapienza, a cui vengono aggiunti i Salmi (che hanno aperto i nostri cicli di letture) e il Cantico dei Cantici, in quanto composti in poesia come i libri sapienziali. I libri sapienziali biblici vogliono educarci a saper vedere il riflesso della Sapienza divina in tutta la realtà, a riconoscere il dono di Dio che non si sostituisce allo sforzo umano della ricerca, ma lo benedice e lo feconda.