TESSERE FUTURO. INSIEME SI POTREBBE.

Un vaso di terra contiene gli ingredienti del mondo.
Un seme contiene tutte le foreste.
Un bicchiere d’acqua le irriga.
I minimi gesti comportano subito il futuro.

(Erri De Luca)

Perché tessere? Perché futuro? Perché insieme?

Le descrizioni del nostro tempo insistono sul carattere sfilacciato dei legami, sulla crisi di partecipazione, sulla fragilità delle reti sociali, sulla liquidità che pare ergersi contro ogni forma comunitaria posta sotto il senso della gratuità.

Le radici dell’insicurezza sono segnate dalla sostituzione della solidarietà umana con la competizione senza limiti, dalla tendenza ad affidare nelle mani di singoli la risoluzione di problemi di rilevanza sociale, da una discussione spesso mediatica dominata dal risentimento verso gli altri, sospettati di essere la causa della crisi. Non è difficile trovare tracce di tutto questo, eppure crediamo che sia un tempo che richiede a ciascuno di unire e non dividere, di cercare e di valorizzare le esperienze e le vite di coloro che hanno seminato, irrigato e coltivato anche piccoli semi in grado di produrre frutti di pace, di sviluppo, di fraternità.

Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché le sfide che viviamo rispetto all’attuale situazione di crisi (ambientale, sociale, di partecipazione) ci riguardano e ci toccano tutti. Abbiamo bisogno di discernimento, riflessione, studio, immaginazione, memoria. Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi?

Declinare il futuro significa anzitutto assumersi la responsabilità per la cura del futuro degli altri, coltivare capacità di ascolto, predisporre trame possibili su cui lavorare insieme. C’è moltissimo lavoro da fare per ricostruire un tessuto sociale sfibrato, per ridirci le ragioni dello stare insieme, per costruire nuove buone pratiche di convivenza civile e di passione comunitaria. Crediamo occorra dare fiducia all’arte della tessitura, arte dell’intreccio: occorre conoscere le differenze dei fili, educandoci a quella che don Tonino Bello chiamava la “convivialità delle differenze” e poi costruire, regolare, rinsaldare i legami che esistono tra gli uomini e le donne, proprio come l’arte della tessitura fa con i fili per ottenere tessuti nella varietà delle lane. Tessere trame con fili diversi è una ricchezza. L’arte della tessitura è un’arte che richiede pazienza, procede per piccoli passi, realizza bellezza. È la passione di chi non smette di immaginare e di lavorare per nuove trame.