Il cambiamento pacifico: l'eredità di Danilo Dolci

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Saper inventare con gli altri il proprio futuro è una delle maggiori riserve di energia rivoluzionaria di cui il mondo possa disporre per liberare nuove possibilità di cambiamento.

Nel racconto del figlio Amico, la storia di Danilo Dolci, uno dei più straordinari attivisti del Novecento, poeta della nonviolenza e voce dei dimenticati, in un viaggio tra utopie possibili e lotte collettive. Appuntamento a lunedì 27 ottobre alle 20.45 presso la Sala Gamma di Torre Boldone.

Danilo Dolci fu educatore, sociologo, pensatore e poeta. Nato a Trieste nel 1924 e morto a Trappeto (vicino a Palermo) nel 1997, fu paladino degli oppressi, degli esclusi, degli ultimi: utilizzando forme di lotta nonviolente come il digiuno, riuscì a portare all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione dei dimenticati. La sua inestimabile eredità umana e professionale è stata raccolta dal figlio. Amico Dolci è musicista, docente al Conservatorio di Palermo e presidente del Centro per lo Sviluppo Creativo «Danilo Dolci», l’associazione fondata dal padre per promuovere il cambiamento sociale attraverso la maieutica reciproca, un metodo che coinvolge attivamente le comunità nella ricerca di soluzioni ai propri problemi, cooperando con le singole persone e soprattutto con le scuole, le università, le istituzioni e le associazioni.