Palestina: oltre i limiti della narrazione

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«Sono attratta e incuriosita da ciò che la storia non può narrare, o da ciò che la storia abbandona. La storia è stata la materia scolastica che ho odiato di più, perché già allora era evidente la moltitudine di assenze e esclusioni su cui si basa come disciplina»

Voce di spicco della narrativa palestinese contemporanea, classe 1974, Adania Shibli sarà ospite della nostra rassegna lunedì 20 settembre alle ore 20.30 presso l'Aula Magna di Sant'Agostino. Autrice di saggi, opere teatrali, romanzi e racconti in lingua araba continua a dar voce alla storia e alla memoria del suo popolo.

Oltre i limiti della narrazione
Dettagli apparentemente minori di persone senza nome, in un villaggio senza nome e un popolo di cui si vorrebbe persino negare l’esistenza: la Palestina. 

Attraverso sguardi, silenzi e drammi non raccontati, la scrittura di Adania Shibli mostra il potere dei confini e gli effetti delle guerre sulla storia delle persone, in particolare il lascito delle ferite antiche e delle cicatrici che restano sotto la superficie. I suoi lavori cercano di andare oltre i limiti della narrazione, facendo emergere la prospettiva delle vittime, solitamente considerate marginali, che soltanto nella letteratura sembrano trovare spazio e voce.

Adania Shibli è tra le più note scrittrici palestinesi. Lavora nel campo delle arti visive e collabora con l'al-Hakawati Theater di Gerusalemme e il Sakakini Cultural Centre di Ramallah. Autrice pluripremiata, in Italia ha pubblicato Sensi (Argo 2007), Pallidi segni di quiete (Argo 2014), che raccoglie alcuni suoi racconti, e il romanzo Un dettaglio minore (La nave di Teseo 2021), titolo selezionato per l'International Booker Prize 2021.