Il videopodcast di Molte Fedi sotto lo stesso cielo torna live presso la biblioteca Tiraboschi con tre puntate tra la fine di marzo e l'inizio di aprile.
Continuando a esplorare il tema della città, nell'edizione 2026 affronteremo la narrazione pubblica di alcune dinamiche di marginalità che esistono nello spazio urbano: un viaggio nelle periferie - reali e simboliche - dove razzismo sistemico, paura dell’altro e criminalizzazione generano narrazioni spesso distorte del reale.
> Il primo appuntamento, Come nasce la fobia dei maranza, sarà mercoledì 18 marzo alle ore 17.45 con Gabriel Seroussi, giornalista e autore di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza".
Cronaca e storia, analisi sociologica e memoir: fra queste coordinate il rap diventa il prisma attraverso cui osservare un mondo in evoluzione: uno strumento di espressione, conflitto, autoaffermazione e riscatto. Con Gabriel Seroussi, giornalista che si occupa di musica rap, sottoculture giovanili e comunità marginalizzate, cercheremo da un lato di non negare la complessità delle periferie, dall'altro di analizzare una narrazione mediatica sempre più securitaria cercando di comprendere come l’etichetta del “maranza” sia stata usata per proiettare paure e contraddizioni di una società in decadenza demografica e culturale. Sullo sfondo comparirà l'ascesa di una nuova leva di rapper provenienti da comunità razzializzate, simboli sonori e visivi di un cambiamento che parte dai quartieri e irrompe nelle classifiche, ridefinendo linguaggio, estetica e immaginario collettivo.
> Il secondo appuntamento, Come le città producono razza, sarà mercoledì 1° aprile alle 17.45 con Espérance Hakuzwimana, scrittrice e autrice di "Tra i bianchi di scuola".
Tony Morrison, scrittrice americana, scriveva:
«La funzione, la funzione molto seria del razzismo è la distrazione. Ti impedisce di fare il tuo lavoro. Ti costringe a spiegare, ancora e ancora, la ragione della tua esistenza. Qualcuno dice che non hai una lingua e tu passi vent’anni a dimostrare che ce l’hai. Qualcuno dice che la tua testa non ha la forma giusta e così fai lavorare degli scienziati per provare che invece è così. Qualcuno dice che non hai arte, e allora la riporti alla luce. Qualcuno dice che non hai regni, e allora riporti alla luce anche quelli. Nulla di tutto questo è necessario. Ci sarà sempre un’altra cosa.» A partire dall'esperienza biografica di Espérance Hakuzwimana, cercheremo di approfondire il tema della razzializzazione come lente imposta sui corpi non solo nei nostri contesti urbani ma anche nella quotidianità delle vite: dai nomi al lavoro, fino alle relazioni che si sviluppano in contesti di marginalità, dove il degrado ha origine da pessime scelte urbanistiche e si acuisce nell’assenza di servizi o progetti di riqualificazione.
> L'ultimo appuntamento, Oltre lo spettacolo della siringa. Contromappa del consumo di droghe sarà mercoledì 8 aprile alle ore 17.45 con Sonia Bergamo, assegnista di ricerca presso Milano-Bicocca e autrice.
L’uso di eroina negli spazi pubblici è tornato a manifestarsi con forza. Nei discorsi contemporanei, le scene aperte del consumo di droghe sono comunemente ridotte a una delle battaglie che conducono le città contro il degrado e l’illegalità oppure vengono trattate attraverso la retorica della sofferenza. Con Sonia Bergamo, cercheremo di afferrare la complessità del fenomeno a partire per esempio da come il Boschetto della droga di Rogoredo abbia avuto un impatto profondo sulla vita urbana. Non solo: cercheremo di ripensare l’immaginario in cui lo spettacolo della siringa è un luogo di rabbia e di condanna, capendo come la città diventa un osservatorio privilegiato non solo delle pratiche di violenza e oppressione, ma anche di quelle di resistenza. Con l'ambizione di dare forma alla contromappatura della quotidianità nella più grande area di vendita e uso di droghe del Nord Italia degli ultimi tempi.
