Riflessioni per la Giornata della Memoria

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In occasione del 27 gennaio abbiamo raccolto tre articoli che possono essere un'occasione per risignificare personalmente la Giornata della Memoria.

Buona lettura!

 

Per un buon uso della storia. Intorno al Giorno della Memoria

di Carlo Greppi


"Ecco: se la storia e la memoria pubblica fossero un antidoto dovremmo chiedercelo sempre, dove eravamo e dove siamo. Per provare a non correre il rischio di finire in quel maledetto scantinato stantio, a rifugiarsi nello studio, mentre i bambini gridano nella notte. “La memoria della Shoah è di tutti”, ha sostenuto la storica Anna Foa, e ha ragione: è anche delle donne e dei bambini intrappolati a Gaza o nei campi profughi di tutto il Medio Oriente. Sempre che sopravvivano".

 

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I muri non sanno tacere

di Viviana Gravano

 

"Le ricerche teoriche e le pratiche sulle memorie traumatiche sono a un punto di svolta concettuale e teorico, che deriva dalla possibilità di mettere a confronto traumi che l’Europa considera centrali come il nazismo, il fascismo o le dittature dell’Est Europeo, e esperienze più recenti, vissute in altri paesi come ad esempio le dittature in Centro e Sud America, o in Asia. Il confronto tra la lettura delle tracce e le scelte memoriali che sono state fatte, e che si stanno facendo oggi, tra realtà che affrontano traumi della stessa potenza, ma accaduti a distanza di oltre mezzo secolo le une dalle altre e in luoghi diversi, fa sì che alcune esperienze già vissute appaiano a tratti non sufficienti, o addirittura inadeguate, per chi affronta ora, a volte persino in contemporanea agli eventi traumatici stessi, il tema della loro memorizzazione".

 

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"Dopo Auschwitz": quale memoria è ancora possibile?

di Eirene Campagna

 

"Ma, come può uno sterminio divenire oggetto di rappresentazione? E soprattutto si può commercializzare l’orrore attraverso dinamiche di mercato tipiche delle società di massa? Che fine fa la memoria nello scenario della società attuale, scenario in cui è complicato creare una coscienza storica condivisa?

Per la sua drammatica unicità, la Shoah rappresenta uno spazio di memoria di cui la macchina dello spettacolo cerca da sempre di trarre profitto. Il modo convulso e contraddittorio con cui si consuma oggi la rappresentazione della Shoah fornisce la cifra di quanto le strategie di fruizione delle emozioni siano oggi completamente mutate rispetto al passato: il rischio in cui si potrebbe incorrere è la banalizzazione della Shoah. Tuttavia le espressioni artistiche sulla Shoah sono state tante e varie, ed hanno spesso portato a riflettere i visitatori sull’evento Shoah in maniera critica e responsabile."

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