Osare la pace

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Susan Allen, docente della George Mason University di Arlington, scriveva nell’autunno del 2018: 

«L’apertura che avviene quando nel “nemico” è vista una persona sofferente, è un segno di un mutamento radicale di coscienza: il “nemico” non è più visto semplicemente in quanto tale, ma proprio come una persona che soffre».


Dopo anni di sepoltura del dibattito sulla pace, la tragedia della guerra in Ucraina ha riportato alla luce la necessità di una riflessione sistematica e non emergenziale sulla pace. Non che i conflitti fossero spariti dal globo, tutt’altro. L’assuefazione e l’illusione di una pace ormai duratura in Europa e tra le potenze si è sgretolata tra le macerie di Bucha e di Mariupol. 


Molte Fedi ha colto l’esigenza di aprire degli spiragli. Per non allentare e non appiattire la coscienza la rassegna organizzerà un ciclo di tre incontri online sui canali Facebook e Youtube della rassegna la domenica alle 20.45 mettendo a tema tre nuclei decisivi. Ad inaugurare il ciclo domenica 6 novembre Roberto Mancini, professore di Filosofia presso l’università di Macerata per approfondire la questione della nonviolenza. Dopo anni di dibattito sommerso la questione della nonviolenza è riemersa. Di fronte alle decisioni cui la guerra costringe infatti il filone pacifista spesso è tacciato di utopia, di soluzioni poco pragmatiche, talvolta di resa prematura e inefficace. Il discernimento tuttavia appare più complesso di quanto possa apparire e chiede una riflessione non occasionale sugli snodi decisivi della questione.


A seguire domenica 13 novembre ci sarà Franco Vaccari, fondatore e presidente dell’Associazione Rondine Cittadella della Pace e psicoterapeuta. Il principio guida della Rondine e di Vaccari è quello di ridurre i conflitti armati nel mondo, passando per la profondità delle relazioni. Un progetto che si fonda su un assunto: è l’indagine su un qualsiasi tipo di relazione che cambia la mentalità di una persona che, resa capace di aprirsi al nuovo, sa convivere con l’ambivalenza suscitata dai comportamenti altrui. Un’esperienza quotidiana e continua per comprendere che “la pace non s’improvvisa”, titolo dell’appuntamento. 


Ad aprire squarci invece sull’esigenza di una presa di posizione politica sarà Rosy Bindi domenica 20 novembre sempre alle 20.45 sui canali della rassegna. Il recente dibattito sull’aumento delle spese militari ha riaperto lo status quaestionis circa il ruolo della difesa e dello Stato di fronte ai conflitti. Con una voce non troppo accomodante e rassicurante come quella dell’ex ministra della Sanità inseguendo la convinzione che, sebbene la pace richieda sempre una conversione personale, esige tuttavia una posizione chiara e netta anche a livello istituzionale, non sottovalutando gli scenari e gli equilibri geopolitici.


Una sezione che si concluderà con un’esperienza concreta: domenica 4 dicembre la rassegna organizzerà una tavola condivisa per ospitare nelle famiglie bergamasche alcuni rifugiati ucraini. Un’azione concreta di prossimità per attivare buone relazioni di accoglienza e di vicinanza. Perché «i training e le teorie non sortiranno effetto alcuno se non saranno accompagnati dal vissuto relazionale». 

Chi fosse interessato ad ospitare una famiglia può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.